Giù al Nord: Jan a Nizza

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Sono sei i ristoranti stellati di Nizza, ma certo quello più atipico e appassionante è Jan.

Ventiquattro posti in un piccolo elegante locale a due passi dal vecchio porto di Nizza dove Jan-Hendrik van der Westhuizen propone la sua fusion di cucina e vini sudafricani e francesi.

Momenti top della cena:

  • Bobotie – il pasticcio di carne speziato, presentato contemporaneamente in versione tradizionale e decomposta moderna
  • Maria – il ristorante di soli formaggi, di fronte a Jan, dove tutti i commensali a turno vengono accompagnati e trascorrono una quarantina di minuti, dilettandosi in vari abbinamenti.

E poi si torna da Jan per i dessert

 

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Autore

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    Mia madre mi ha lasciato in eredità la passione per il buon cibo e, da quando ne ho memoria, ho sempre frequentato sia importanti ristoranti che trattorie tradizionali. A inizio anni Novanta mi sono iscritto a Slow Food (allora Arcigola) di cui sono poi divenuto dirigente. Sono stato Fiduciario, ovvero responsabile, di Slow Food Torino, nel decennio 2004-2014. In seguito, sono diventato referente locale dei Mercati della Terra (Fondazione Slow Food) e Consigliere sia della Banca del Vino di Pollenzo che di Slow Food Piemonte e Valle d’Aosta. La collaborazione pluriennale con Slow Food mi ha permesso di aprire l’International Congress di Torino (2012), di partecipare come delegato ai congressi di Messico (Puebla 2007) e Cina (Chengdu 2017) e di essere nominato, nell’International Congress di Pollenzo (2022), membro del Board of Arbitrators. A scrivere di cibo ho cominciato una ventina di anni fa, recensendo genuine osterie per Osterie d’Italia (Slow Food Editore) e botteghe artigianali per il progetto Maestri del Gusto di Torino e provincia. Nel 2014 il quotidiano la Repubblica Torino mi ha affidato la rubrica La Spesa dove racconto le botteghe alimentari. Da allora ho scritto oltre 350 articoli. E da anni condivido le mie esperienze gastronomiche su Facebook e Instagram.

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