A Bitonto la prima edizione del Galà dell’Olio per assegnare la Foglia d’Olio

A Bitonto la prima edizione del Galà dell’Olio per assegnare la Foglia d’Olio

di Giustino Catalano

 

È trascorsa una settimana, da quella che possiamo definire, l’edizione “0” del Galà dell’Olio che, a Bitonto, ha portato all’assegnazione della Foglia d’Olio ad alcuni tra i più importanti e rappresentativi produttori di olio.

In una piazza gremita, illuminata a giorno con i colori di quello che oramai tutti hanno imparato a riconoscere non come un condimento, ma come un alimento, 250 commensali hanno vissuto il privilegio di partecipare alla manifestazione voluta dallo “chef dell’olio’” Emanuele Natalizio, con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio.

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Nel corso della cena, condotta dall’autore e regista Raffaello Fusaro ed alla presenza di esponenti del mondo della cultura, della medicina, dello spettacolo, del teatro e della musica italiana, arrivati a Bitonto per l’occasione, sono stati consegnati i premi a cinque tra i migliori frantoi d’Italia: l’Azienda agricola Donato Conserva di Modugno (BA), il Frantoio Marsicani di Morigerati (SA), il Frantoio Franci di Montenero d’Orcia (GR), l’Azienda agricola Amore Coltivato di Bitonto (BA) e i Frantoi Cutrera di Chiaramonte Gulfi (RG).

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Lo chef Natalizio, titolare dello storico ristorante “Il Patriarca”, ha raccolto intorno a sé  i colleghi Andrea Perini, Corrado Amato, Giuseppe Panebianco, Francesco Memoli, il pasticcere Giuseppe Russi e i panificatori Nico Carlucci e Francesco Perrini, per proporre agli invitati, un menù composto da cinque portate in cui protagonisti sono stati gli oli che hanno ottenuto la Foglia d’Olio 2022.

Agli ospiti, infatti, è stata data la possibilità di abbinare il singolo olio allo specifico piatto, scegliendo liberamente tra le bottiglie sistemate a centrotavola.

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Dopo la degustazione di pani, la cena si è aperta con un lombo di baccalà in purezza cotto a bassa temperatura su purea di fagioli cannellini, succo di olive nolche, crumble di mandorle ed erbe fini aromatiche sul quale personalmente ho preferito abbinare “Primo” dei Frantoi Cutrera di Chiaromonte Gulfi (RG)

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A seguire riso non riso di sedano rapa con fonduta di galaverna e polline sul quale ho dato un filo generoso della Coratina dell’Agricola Amore di Bitonto.

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Come secondo primo, raviolo farcia di burrata con zucchine alla scapece e fiocchi di burrata l’Ogliarola del pugliese Donato Conserva di Modugno (BA)

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La guancia di vitello nappata con il suo fondo di cottura su morbido di patate invernale, cartine baby, vino cotto di fichi e scorzone della Murgia, piatto davvero da mangiarne a “zuppiere” intere ha goduto di un bel giro d’olio del Viride (anche questo una Coratina in purezza) del Frantoio Marsicani di Morigerati (SA)

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Oliva in terra croccante, il dolce, che ho abbinato piacevolmente con una goccia del grossetano Franci.

Un’esperienza simpatica oltre che formativa, consumatasi in quella pizza ove ancora riecheggia il lontano rumore delle Crociate.

All’ombra di quel pregiato portale laterale della Cattedrale di San Valentino da cui, il 29 settembre 1277, il pontefice Gregorio IX, con voce solenne e determinata, proclamò la formula di scomunica contro Federico II.

Autore

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    Di formazione classica sono approdato al cibo per testa e per gola sin dall’infanzia. Un giorno, poi, a diciannove anni è scattata una molla improvvisa e mi sono ritrovato sempre con maggior impegno a provare prodotti, ad approfondire argomenti e categorie merceologiche, a conoscere produttori e ristoratori. Da questo mondo ho appreso molte cose ma più di ogni altra che esiste il cibo di qualità e il cibo spazzatura e che il secondo spesso si mistifica fin troppo bene nel primo. Infinitamente curioso cerco sempre qualcosa che mi dia quell’emozione che il cibo dovrebbe dare ad ognuno di noi, quel concetto o idea che dovrebbe essere ben leggibile dietro ogni piatto, quella produzione ormai dimenticata o sconosciuta. Quando ho immaginato questo sito non l’ho pensato per soddisfare un mio desiderio di visibilità ma per creare un contenitore di idee dove tutti coloro che avevano piacere di parteciparvi potessero apportare, secondo le proprie possibilità e conoscenze, un contributo alla conoscenza del cibo. Spero di esservi riuscito. Il mio è un viaggio continuo che ho consapevolezza non terminerà mai. Ma è il viaggio più bello che potessi fare.

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