Chapati di Primavera

blank

Il chapati è un tipo di pane basso tipico della cucina indiana. Costituisce un cibo di base per molte regioni dell’Asia meridionale e non solo.

L’impasto viene schiacciato e poi cotto su una piastra asciutta e molto calda. Si può usare anche la farina di miglio o di mais al posto di quella di grano. Viene servito in genere con zuppa di lenticchie, con vedure speziate e curry, e viene usato per ripulire il piatto di ogni avanzo di cibo. Le dimensioni del chapati variano a seconda della regione,  un chapati indiano è di 15 cm di diametro, mentre quello pakistano è più piccolo, circa 5–10 cm di diametro.

Chapati di primavera

 

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

400 g Farina 00; 200 g Acqua; 10 g Sale; 300 g Pomodori rossi maturi; 1 Melanzana media violetta; 200 g Pecorino Romano DOP; 6 foglie di Basilico; 60g Olio evo; Sale q.b.

PROCEDIMENTO

In una planetaria unire farina, acqua e sale; impastare fino a ottenere una massa omogenea. Coprire con pellicola e lasciare riposare per 10 minuti.

In abbondante acqua salata, sbollentare per 30 secondi i pomodori. Raffreddare in acqua e ghiaccio, spellare togliere i semi e tagliare a pezzetti.

In un tegame cuocere i pomodori a fuoco basso per 20 minuti con un cucchiaio di olio.

Tagliare la melanzana a tocchetti, passarla nella farina e cuocerla in padella con olio evo a fuoco alto, metterla quindi su carta assorbente e salarla.

Per il chapati di circa 80-100 grammi: Formare un disco molto sottile prima con mani, poi stenderlo con un matterello.

Cuocere il chapati in padella antiaderente calda 30 secondi per lato a fuoco molto alto, appena tolto dal fuoco cospargerlo di Pecorino Romano DOP.

Finitura e presentazione: Posizionare il chapati ancora caldo su un tagliere e tagliarlo in spicchi un piatto da portata.

Condire ogni spicchio con la crema di pomodori, le melanzane, i fiocchi di Pecorino Romano DOP e il basilico

Ricetta ideata da Michela Starita chef APCI (Associazione professionale chef italiani)

Autore

  • Romanutti

    Friulana di nascita, triestina di adozione. Quanto basta per conoscere da vicino la realtà di una regione dal nome doppio, Friuli e Venezia Giulia. Di un'età tale da poter considerare la cucina della memoria come la cucina concreta della sua infanzia, ma curiosa quanto basta per lasciarsi affascinare da tutte le nuove proposte gourmettare. Studi di filosofia e di storia l'hanno spinta all'approfondimento e della divulgazione. Lettrice accanita quanto basta da scoprire nei libri la seduzione di piatti e ricette. Infine ha deciso di fare un giornale che racconti quello che a lei piacerebbe leggere. Così è nato q.b. Quanto basta, appunto.

    Visualizza tutti gli articoli

Lascia un commento