Da Michele: l’anteprima della nuova sede di Roma

Oggi 24 novembre 2016 è una delle date che segneranno la storia della pizzeria napoletana.

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     Per la prima volta l’unico tempio della pizza partenopea, che sembrava radicata da 146 anni nella storica sede di Via Sersale a Napoli, apre a Roma la sua succursale, nella capitale, nel museo dei bambini Explora in via Flaminia, 80.

     L’immagine del fondatore affaccia proprio sull’ingresso museale, che apre ad una sala che rapidamente conduce alla pizzeria. Il locale, come nella migliore tradizione partenopea, è votato al chiarore e alla pulizia, mura bianche sulle quali sono appesi centoquarantasei anni di storia della pizzeria e le tracce di quella bellissima napoletanità che fino ad oggi è riuscita ad esprimere il locale.

Una novità su tutte: non sarà solo Marinara e Margherita l’offerta.

     Accanto a queste, a prezzi decisamente bassi rispetto a quelli correnti nella capitale, vi è una proposta di antipasti tra cui i nodini di pizza fritta con svariati contorni della tradizione: melanzane all’amalfitana, carciofi in umido (dall’antica ricetta di Nonna Rosa), friarielli e scarola saltata e ripassata con olive e capperi e zucchine alla scapece, e ancora un grande tagliere di verdure arricchite da una maxi bufala aversana.

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     Tra le pizze il menù si arricchisce con la Napoletana (margherita con alici di Cetara, origano e capperi) e il calzone al forno con ricotta, cicoli e salame di nero casertano, il cui ripieno si declina anche nella versione di ripieno fritto.

     Accanto alle classiche bevande, una selezione di birre artigianali del birrificio sannita Saint John’s ed i vini di Villa Matilde. I dolci proposti di volta in volta, sono quelli dell’antica pasticceria Bellavia.

     Semplici le divise dello staff, magliette con logo storico e sulle spalle la dicitura “Il tempio della pizza” ed efficiente lo staff dietro al banco, 4 pizzaioli con un iniziale controllo-qualità operato da Francesco De Luca, atto a garantire gli stessi standard di via Sersale 1, a Napoli.

     Non cambia cornicione e dimensione della pizza, è tutto come a Napoli, solo 200km più su e nella capitale.

Il locale è aperto da poche ore e già comincia la tradizionale fila.

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    Di formazione classica sono approdato al cibo per testa e per gola sin dall’infanzia. Un giorno, poi, a diciannove anni è scattata una molla improvvisa e mi sono ritrovato sempre con maggior impegno a provare prodotti, ad approfondire argomenti e categorie merceologiche, a conoscere produttori e ristoratori. Da questo mondo ho appreso molte cose ma più di ogni altra che esiste il cibo di qualità e il cibo spazzatura e che il secondo spesso si mistifica fin troppo bene nel primo. Infinitamente curioso cerco sempre qualcosa che mi dia quell’emozione che il cibo dovrebbe dare ad ognuno di noi, quel concetto o idea che dovrebbe essere ben leggibile dietro ogni piatto, quella produzione ormai dimenticata o sconosciuta. Quando ho immaginato questo sito non l’ho pensato per soddisfare un mio desiderio di visibilità ma per creare un contenitore di idee dove tutti coloro che avevano piacere di parteciparvi potessero apportare, secondo le proprie possibilità e conoscenze, un contributo alla conoscenza del cibo. Spero di esservi riuscito. Il mio è un viaggio continuo che ho consapevolezza non terminerà mai. Ma è il viaggio più bello che potessi fare.

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