Giù al Nord: Azotea Torino

Alexander Robles l’avevamo incrociato ai tempi dell’NH Carlina con buona soddisfazione, allora impegnato in una fusion di qualità che alternava i suoi piatti peruviani a piatti internazionali ed europei.

Qui da Azotea invece si parla Nikkei, ovvero la sorta di fusione che ha portato la cultura e il gusto nipponico nelle cucine andine. Tutto questo innestato su una operazione coraggiosa e vincente di promozione della mixology e del cocktail pairing. Artefici di Azotea sono Matteo Fornaro e Noemi Dell’Agnello (provenienti da Laigueglia), lui dietro il bancone bar e lei in sala che fanno girare il meccanismo come un orologio.

Anche il resto dello staff è ad alto livello e sa e conosce quello che sta portando in tavola, a partire dall’ultimo acquisto: Martina Macori che già all’Andirivieni si muoveva a suo agio nel mondo della mixology.

Il locale è molto curato e sicuramente una spanna sopra molti altri in città.

Esplorate i piatti e i cocktail e non ve ne pentirete.

 

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Katsu Sando. Panino farcito con lingua di vitello panata, maionese allo huacatay e chipotle

 

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Deserto della costa. Ceviche vegetale con leche de clarito, yuzu, asparagi, ravanelli, finocchi e pallares verdes, foglie di coriandolo, nasturzio, olio al carbone vegetale

 

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Taglierini Oba. Al grano saraceno, pesto di foglie di spinaci, zenzero e soia,mais, olive, seitan tuorlo marinato

 

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Chupe Camaron. Dumpling ripieni di gamberi e cavolo cinese, zenzero, pomodoro, coriandolo, baby corn e uovo di quaglia

 

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Serrania Steparia. Tuberi delle Ande cotti all’interno di un impasto di carbone vegetale ed erbe andine secondo il metodo di cottura pre-colombiano Huatia.

 

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Moqueca. Zuppa di pesce cremosa a base di latte di cocco, paprika, peperoncino, cozze, gamberi, pesce bianco

 

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Lomo saltado. Controfiletto al wok saltato con salsa lomo, servito con patate, cipolle, arroz bianco

 

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Divertimento tropicale. Anello di namelaka al mango, frutta fresca, estratto di frutti di bosco e passion fruit, gelato al lampone

 

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Sotto la luna. Cremoso al dulche de leche, cioccolato bianco, spugne al cacao, crema inglese al caffè e fava tonka, streusel alla nocciola e caffè

 

Azotea

Via Maria Vittoria, 49/B, Torino, Italy, 10123
328 634 2213
azoteatorino@gmail.com

Chiuso la domenica

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Autore

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    Mia madre mi ha lasciato in eredità la passione per il buon cibo e, da quando ne ho memoria, ho sempre frequentato sia importanti ristoranti che trattorie tradizionali. A inizio anni Novanta mi sono iscritto a Slow Food (allora Arcigola) di cui sono poi divenuto dirigente. Sono stato Fiduciario, ovvero responsabile, di Slow Food Torino, nel decennio 2004-2014. In seguito, sono diventato referente locale dei Mercati della Terra (Fondazione Slow Food) e Consigliere sia della Banca del Vino di Pollenzo che di Slow Food Piemonte e Valle d’Aosta. La collaborazione pluriennale con Slow Food mi ha permesso di aprire l’International Congress di Torino (2012), di partecipare come delegato ai congressi di Messico (Puebla 2007) e Cina (Chengdu 2017) e di essere nominato, nell’International Congress di Pollenzo (2022), membro del Board of Arbitrators. A scrivere di cibo ho cominciato una ventina di anni fa, recensendo genuine osterie per Osterie d’Italia (Slow Food Editore) e botteghe artigianali per il progetto Maestri del Gusto di Torino e provincia. Nel 2014 il quotidiano la Repubblica Torino mi ha affidato la rubrica La Spesa dove racconto le botteghe alimentari. Da allora ho scritto oltre 350 articoli. E da anni condivido le mie esperienze gastronomiche su Facebook e Instagram.

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