È un periodo in cui gli sforzi imprenditoriali della ristorazione non solo non lasciano, ma raddoppiano. Pochi giorni fa è stato Almondo, ma ora è il turno del Mannarino.











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Mia madre mi ha lasciato in eredità la passione per il buon cibo e, da quando ne ho memoria, ho sempre frequentato sia importanti ristoranti che trattorie tradizionali. A inizio anni Novanta mi sono iscritto a Slow Food (allora Arcigola) di cui sono poi divenuto dirigente. Sono stato Fiduciario, ovvero responsabile, di Slow Food Torino, nel decennio 2004-2014. In seguito, sono diventato referente locale dei Mercati della Terra (Fondazione Slow Food) e Consigliere sia della Banca del Vino di Pollenzo che di Slow Food Piemonte e Valle d’Aosta. La collaborazione pluriennale con Slow Food mi ha permesso di aprire l’International Congress di Torino (2012), di partecipare come delegato ai congressi di Messico (Puebla 2007) e Cina (Chengdu 2017) e di essere nominato, nell’International Congress di Pollenzo (2022), membro del Board of Arbitrators. A scrivere di cibo ho cominciato una ventina di anni fa, recensendo genuine osterie per Osterie d’Italia (Slow Food Editore) e botteghe artigianali per il progetto Maestri del Gusto di Torino e provincia. Nel 2014 il quotidiano la Repubblica Torino mi ha affidato la rubrica La Spesa dove racconto le botteghe alimentari. Da allora ho scritto oltre 350 articoli. E da anni condivido le mie esperienze gastronomiche su Facebook e Instagram.
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