Giù al nord: Ristorante Consorzio a Torino

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Ogni volta che si torna al Ristorante Consorzio esci convinto che la cena sia stata la migliore?

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Merito di Valentina Chiaramonte che anno dopo anno ha fatto sua l’impronta del locale, migliorandone ancora la qualità e permeandola della sua matrice mediterranea. Trovate più giù la mia visita al Ristorante Consorzio del 2018.
Gran bella serata e chiusura all’attiguo e nuovo BANCO VINI che ha recuperato una semplicità e grinta che non si vedevano da tempo.
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Animella di cuore di vitello alla brace, agresti e pesche di vigna

Uovo croccante su bietole, fonduta e pancetta (in foto di copertina)

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Insalata di fichi d’India in ceviche
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Risotto mantecato alla Bergese
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Cardi gobbi di Nizza, bagna cauda, pompelmo, capperi
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Capocollo di suino nero, mele grigie e senape
PS: ho dimenticato di fotografare i ”Tajarin“ di trippa d’agnello al sugo d’arrosto, piatto semplicemente straordinario

Nel 2018 scrivevo questo post:

Ultimamente capita sempre più spesso di andare a cena in uno dei luoghi preferiti e rimpiangere di avere aspettato troppi mesi per tornarci.
Meno di frequente capita che un locale resti sulla cresta dell’onda sin dalla sua apertura (oltre 10 anni) con forza, determinazione e convinzione come ha fatto il Consorzio.
Pluripremiato da guide e critica, qualche volta discusso dal pubblico per un approccio gastronomico non troppo soft il Consorzio offre una gran cucina. Coraggiosa e sempre originale. C’è poco confort food: carne cruda, agnolotti, guancia, panna cotta (ma molto ben eseguiti). Ma ci sono tanti piatti “scomodi”. Quinto Quarto (sia nel piatto così chiamato che in numerosi altri), mostardela (scampi e sangue!), midollo (con il baccalà!). La variazione di acciughe, le grive (eccezionali), i ravioles, gli agnolotti di finanziera sono sempre dei gran piatti. E se provate anche qualche nuova pietanza come le verdure alla brace (con la salsa catalana romesco) non rimarrete delusi. Potentissima la rielaborazione di un grande classico della cucina italiana: il risotto mantecato alla Bergese, qui arricchito dall’aggiunta di midollo. Squisiti maialino e cervo. Niente male anche il pan brioche con il gelato al pepe. Non è mancato l’assaggio di Comtè. Non dimentichiamo mai che al Consorzio sono stati dei precursori e innovatori anche sull’offerta di formaggi internazionali.
I vini? Vabbeh è un altro mondo. Noi ieri sera non abbiamo sperimentato e ci siamo affidati a un ottimo Franciacorta di Divella e a un piacevolissimo Barbaresco di Cascina Roccalini. Ma, per chi vuole, c’è da sbizzarrirsi e osare.
Sala rapida ed efficientissima e con molti sorrisi (che forse, anni fa, ogni tanto difettavano).
Ristorante Consorzio
via Monte di Pietà, 23 – Torino
011 276 7661
info@ristoranteconsorzio.it

Autore

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    Mia madre mi ha lasciato in eredità la passione per il buon cibo e, da quando ne ho memoria, ho sempre frequentato sia importanti ristoranti che trattorie tradizionali. A inizio anni Novanta mi sono iscritto a Slow Food (allora Arcigola) di cui sono poi divenuto dirigente. Sono stato Fiduciario, ovvero responsabile, di Slow Food Torino, nel decennio 2004-2014. In seguito, sono diventato referente locale dei Mercati della Terra (Fondazione Slow Food) e Consigliere sia della Banca del Vino di Pollenzo che di Slow Food Piemonte e Valle d’Aosta. La collaborazione pluriennale con Slow Food mi ha permesso di aprire l’International Congress di Torino (2012), di partecipare come delegato ai congressi di Messico (Puebla 2007) e Cina (Chengdu 2017) e di essere nominato, nell’International Congress di Pollenzo (2022), membro del Board of Arbitrators. A scrivere di cibo ho cominciato una ventina di anni fa, recensendo genuine osterie per Osterie d’Italia (Slow Food Editore) e botteghe artigianali per il progetto Maestri del Gusto di Torino e provincia. Nel 2014 il quotidiano la Repubblica Torino mi ha affidato la rubrica La Spesa dove racconto le botteghe alimentari. Da allora ho scritto oltre 350 articoli. E da anni condivido le mie esperienze gastronomiche su Facebook e Instagram.

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