Il libro della settimana. “Les diners de Gala” di Salvador Dalì.

Dalì

Salvador Dalì è stato uno dei più grandi artisti del XX secolo, noto per la sua stravaganza e creatività. Tuttavia, ciò che molti non sanno è che il pittore spagnolo aveva anche una passione per la cucina.

Il rapporto di Dalì con il cibo era profondo e complesso. Il suo interesse per la cucina si sviluppò fin dall’infanzia, quando assisteva la sua governante nella preparazione dei pasti. Da adulto, cominciò a sperimentare con i sapori e le consistenze, creando piatti stravaganti e surreali.

Uno dei piatti più famosi amati da Dalì era il “Bagna Cauda”, una salsa a base di aglio, olio d’oliva e acciughe servita con verdure crude. Dalì amava questo piatto, che definiva “l’oro dei poveri”, perché era facile da preparare ma allo stesso tempo molto saporito.

Ma Dalì non si limitava a cucinare piatti tradizionali. Egli amava sperimentare e creare nuovi piatti, spesso utilizzando ingredienti insoliti o combinazioni insolite. Ad esempio, creò una ricetta per un’insalata di pollo con una salsa al cioccolato e una zuppa di pomodoro con un ciuffo di capelli finto al centro del piatto.

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Nonostante la sua passione per la cucina, Dalì non era un cuoco professionista. Tuttavia, collaborò con alcuni dei migliori chef del suo tempo, tra cui il celebre cuoco francese Paul Bocuse. Insieme, i due crearono un piatto chiamato “La Méditation” (la meditazione), che consisteva in un gambero gigante servito su un letto di alghe e accompagnato da una salsa di champagne e aneto.

Il libro è una raccolta di ricette stravaganti, presentate in modo altrettanto stravagante, con illustrazioni e fotografie surreali che richiamano il mondo fantastico dell’artista.

Cibo e surrealismo formano una coppia perfetta: sesso e aragoste, collage e cannibalismo, l’incontro tra un cigno e uno spazzolino da denti su una base di sfoglia. Le sontuose cene imbandite da Salvador Dalí (1904–1989) e Gala (1894–1982), sua moglie e musa, erano leggendarie. Per nostra fortuna, nel 1973 Dalí pubblicò un libro di ricette, Les dîners de Gala, che svela alcuni degli elementi sensuali, fantasiosi ed esotici che ne animavano le celeberrime feste.

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Le illustrazioni delle 136 ricette sono di Dalí e le ricette, suddivise in 12 capitoli e organizzate secondo l’ordine delle portate non mancano di fare cenno agli afrodisiaci. Tutte le ricette sono accompagnate dalle elaborate riflessioni di Dalí su argomenti come le conversazioni a tavola: “La mandibola è il migliore strumento di conoscenza filosofica”.

Il libro ha un costo importante ma non è un semplice libro di ricette ma piuttosto una piccola opera d’arte da tenere in libreria.

Le ricette non sono particolarmente complesse da eseguire salvo il reperimento, in taluni casi, di alcuni ingredienti.

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    Di formazione classica sono approdato al cibo per testa e per gola sin dall’infanzia. Un giorno, poi, a diciannove anni è scattata una molla improvvisa e mi sono ritrovato sempre con maggior impegno a provare prodotti, ad approfondire argomenti e categorie merceologiche, a conoscere produttori e ristoratori. Da questo mondo ho appreso molte cose ma più di ogni altra che esiste il cibo di qualità e il cibo spazzatura e che il secondo spesso si mistifica fin troppo bene nel primo. Infinitamente curioso cerco sempre qualcosa che mi dia quell’emozione che il cibo dovrebbe dare ad ognuno di noi, quel concetto o idea che dovrebbe essere ben leggibile dietro ogni piatto, quella produzione ormai dimenticata o sconosciuta. Quando ho immaginato questo sito non l’ho pensato per soddisfare un mio desiderio di visibilità ma per creare un contenitore di idee dove tutti coloro che avevano piacere di parteciparvi potessero apportare, secondo le proprie possibilità e conoscenze, un contributo alla conoscenza del cibo. Spero di esservi riuscito. Il mio è un viaggio continuo che ho consapevolezza non terminerà mai. Ma è il viaggio più bello che potessi fare.

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