Ramadan, Quaresima e la Maledetta Primavera

Ramadan, Quaresima e la Maledetta Primavera

 

Ramadan, Quaresima e la Maledetta Primavera

Ogni anno, con l’arrivo della primavera, arriva anche la stagione dei detox. Succhi verdi, digiuni intermittenti, pasti “cleansing”.

La moda dell’alleggerire il corpo impazza sulle riviste e sui social, osannata come la soluzione perfetta per riprendersi dagli eccessi invernali. Eppure, quando il digiuno prende il nome di Ramadan o di Quaresima, il tono cambia. Da rituale ‘cool’ a pratica arcaica il passo è breve.

Eppure, il principio è lo stesso.

Ramadan e Quaresima non sono solo rinunce religiose, ma pratiche millenarie che insegnano l’importanza della moderazione e del rapporto consapevole con il cibo. Il Ramadan è un esercizio di disciplina fisica e mentale. Dall’alba al tramonto, nessun cibo e nessuna acqua, ma al calar del sole il digiuno si rompe con i datteri, simbolo di nutrimento immediato e dolcezza naturale. Poi si passa a piatti sostanziosi ma equilibrati, pensati per ridare energia senza appesantire: zuppe di lenticchie, riso, carne speziata, pane e yogurt. Un rituale che, in molte culture, diventa un momento di convivialità e condivisione molto atteso.

La Quaresima, con le sue restrizioni meno rigide (niente carne il venerdì e nei giorni di digiuno), invita a un’alimentazione più sobria, eliminando eccessi e riscoprendo il valore della semplicità.

Tra i piatti tradizionali di questo periodo troviamo la zuppa di ceci e baccalà, la ribollita toscana, le fave con cicoria, la garmugia lucchese o i carciofi alla romana. Le erbe e le verdure amare, come gli asparagi e i carciofi, sono alleati naturali per depurare il fegato e riequilibrare l’organismo dopo l’inverno (segno che la Natura è un ‘fornitore’ avveduto).

E qui arriva il paradosso: mentre il marketing del wellness ci bombarda di strategie per “depurare l’organismo”, l’idea di un digiuno spirituale fa storcere il naso. Eppure, la scienza conferma che ogni tanto il nostro corpo ha bisogno di una pausa. La primavera è il momento perfetto per farlo. Non servono polverine miracolose né programmi costosissimi: le culture alimentari tradizionali lo insegnano da secoli. Radicchio, cicoria, germogli, legumi, pesce azzurro. Cibi semplici, stagionali, funzionali al rinnovamento dell’organismo.

Digiunare non è privarsi, ma riscoprire. Non è un sacrificio, ma un ‘reset’. Chiamatelo come volete, ma il concetto è lo stesso. A volte, per stare bene, basta solo mangiare meno, e mangiare meglio.

Niente ricetta per chiudere quest’articolo, oggi il piatto migliore è quello che non viene mangiato.

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    Valeria Castelli WildKitchen Mi sono persa nel labirinto gastronomico circa vent’anni fa. Mi chiamo WildKitchen perché un giorno sono scappata. Ho cucinato per miliardari e per emarginati (credo in egual misura). Esploro la cucina olistica e la sostenibilità, cercando di far incontrare gli attori delle catene alimentari prima che diventino fantasmi. Scrivo di cibo perché cucinarlo e mangiarlo non mi basta. linkedin https://www.linkedin.com/in/valeria-wildkitchen

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