Le kibbeh, conosciute anche come kubbeh o kebbah, sono un piatto iconico della cucina libanese, amato per la sua versatilità e il sapore ricco.
Queste polpette di carne e bulgur rappresentano una tradizione culinaria che si estende ben oltre i confini del Libano, diffondendosi in tutto il Medio Oriente e nelle comunità di immigrati in tutto il mondo.
La parola “kibbeh” deriva dall’arabo “kubbeh”, che significa “palla”, un riferimento alla forma classica di questo piatto.
Le origini delle kibbeh sono avvolte nel mistero, con alcune storie che le collocano ad Aleppo, in Siria, mentre altre le vedono nascere in Iraq.
Tuttavia, è indiscusso che le kibbeh siano diventate un simbolo della cucina libanese, spesso considerate il piatto nazionale del paese.
In Libano, le kibbeh sono più di un semplice piatto; sono un elemento fondamentale delle celebrazioni e dell’ospitalità.
Storie di polpette. Le Kibbeh
Tradizionalmente, le kibbeh vengono servite durante le feste e le occasioni speciali, spesso come parte del mezze, un assortimento di piccoli piatti che precedono il pasto principale.
La loro preparazione è vista come un’arte e un modo per mostrare abilità culinarie e generosità.
Esistono numerose varianti di kibbeh, ognuna con le sue peculiarità regionali.
La forma più conosciuta è quella ovale, ripiena di carne macinata, cipolle e pinoli, e poi fritta fino a diventare croccante all’esterno e morbida all’interno.
Altre versioni includono la kibbeh cruda, simile al tartare, e la kibbeh a strati, che ricorda una lasagna con strati di bulgur e carne.
La preparazione delle kibbeh richiede pazienza e precisione.
Il bulgur viene impastato con carne macinata, spezie e, a volte, un po’ di ghiaccio per mantenere l’impasto fresco.
La farcia viene poi preparata con carne macinata, cipolle e spezie, e il tutto viene modellato a mano prima della cottura¹.
Con la diaspora libanese, la popolarità delle kibbeh ha raggiunto angoli lontani del mondo.
In America Latina, ad esempio, le kibbeh sono state adattate con ripieni locali come formaggio e verdure, diventando parte integrante della cucina di paesi come il Brasile e il Messico.
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Di formazione classica sono approdato al cibo per testa e per gola sin dall’infanzia. Un giorno, poi, a diciannove anni è scattata una molla improvvisa e mi sono ritrovato sempre con maggior impegno a provare prodotti, ad approfondire argomenti e categorie merceologiche, a conoscere produttori e ristoratori. Da questo mondo ho appreso molte cose ma più di ogni altra che esiste il cibo di qualità e il cibo spazzatura e che il secondo spesso si mistifica fin troppo bene nel primo. Infinitamente curioso cerco sempre qualcosa che mi dia quell’emozione che il cibo dovrebbe dare ad ognuno di noi, quel concetto o idea che dovrebbe essere ben leggibile dietro ogni piatto, quella produzione ormai dimenticata o sconosciuta. Quando ho immaginato questo sito non l’ho pensato per soddisfare un mio desiderio di visibilità ma per creare un contenitore di idee dove tutti coloro che avevano piacere di parteciparvi potessero apportare, secondo le proprie possibilità e conoscenze, un contributo alla conoscenza del cibo. Spero di esservi riuscito. Il mio è un viaggio continuo che ho consapevolezza non terminerà mai. Ma è il viaggio più bello che potessi fare.
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