Tortellacci della circolarità. La ricetta
La ricetta che vi diamo oggi ce l’ha inviata un bell’Agriturismo del Sannio beneventano. O Tivolo.
Il locale si trova nel comune di Apollosa alle porte di Benevento adagiato su un crinale con la vista da un lato del Monte Taburno e dall’altro della Valle Caudina. Questa la ricetta se volete replicarla sennò non vi resta che prenotare e andarci. Merita!
Tortellacci della circolarità
Per la pasta:
200 g farina 00
50 g uova intere
70 g tuorlo
Stendere la pasta allo spessore di 1/1,5 mm. Coppare dei cerchi con il disco da 5 cm e formare dei tortelli. Far riposare
Per il ripieno:
Sciogli burro, acciughe e olio in padella, rosolare l’aglio e rimuoverlo.
Aggiungere il pane raffermo e fatelo insaporire.
Frullare leggermente per ottenere una consistenza cremosa.
Far riposare in frigo e comporre i tortellacci.
Per la quenelle di ricotta e cicoria:
Lavare e asciugare le foglie di cicoria e tagliarle alla julienne condire con olio e unire alla ricotta di pecora.
Fonduta di pecorino:
200gr di pecorino
500gr di latte
100gr di farina “00”
Portare il latte a bollore e aggiungere il pecorino grattugiato e la farina poi saliamo, pepiamo e lasciamo cuocere fino ad addensarsi.
Per la finitura:
Cuoci i tortelli in abbondante acqua salata per 2 minuti.
Scolare e condire con olio evo.
Disponi la fonduta di pecorino e i tortelli alla base del piatto.
Aggiungi la quenelle di ricotta e cicoria, grattugiata di scorza di limone e fiori di borragine
Agriturismo ‘O Tivolo
Via Monte Mauro 11 – 82030 – Apollosa (BN)
Tel. 0824-44276
Tel. 380-2194267
Autore
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Di formazione classica sono approdato al cibo per testa e per gola sin dall’infanzia. Un giorno, poi, a diciannove anni è scattata una molla improvvisa e mi sono ritrovato sempre con maggior impegno a provare prodotti, ad approfondire argomenti e categorie merceologiche, a conoscere produttori e ristoratori. Da questo mondo ho appreso molte cose ma più di ogni altra che esiste il cibo di qualità e il cibo spazzatura e che il secondo spesso si mistifica fin troppo bene nel primo. Infinitamente curioso cerco sempre qualcosa che mi dia quell’emozione che il cibo dovrebbe dare ad ognuno di noi, quel concetto o idea che dovrebbe essere ben leggibile dietro ogni piatto, quella produzione ormai dimenticata o sconosciuta. Quando ho immaginato questo sito non l’ho pensato per soddisfare un mio desiderio di visibilità ma per creare un contenitore di idee dove tutti coloro che avevano piacere di parteciparvi potessero apportare, secondo le proprie possibilità e conoscenze, un contributo alla conoscenza del cibo. Spero di esservi riuscito. Il mio è un viaggio continuo che ho consapevolezza non terminerà mai. Ma è il viaggio più bello che potessi fare.
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